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juve sempre e sl juve, juve fan club
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qui parleremo della grande signora(juventus)

Il 1º novembre 1897 nacque a Torino lo Sport Club Juventus grazie all'idea di alcuni studenti del Liceo Classico "Massimo D'Azeglio", che erano soliti ritrovarsi su una panchina oggi custodita nell'attuale sede del club[15]. La prima maglia della squadra era rosa, con cravatta o papillon nero, e nel 1903 divenne bianconera[16].

Nel 1900, con il nome di Foot-Ball Club Juventus[17], la società si iscrive al suo primo campionato nazionale, ma è eliminata nel suo debutto dall'Foot-Ball Club Torinese[18].

Il suo primo titolo nazionale arrivò dopo cinque anni, giocando allo Stadio Velodromo Umberto I della capitale sabauda[3]. Il presidente societario era l'imprenditore svizzero Alfred Dick, che però, dopo alcune accese discussioni di spogliatoio, decise di lasciare la Juventus, e fondò, assieme ad un gruppo di soci dissidenti, il Foot-Ball Club Torino[19], segnando così l'origine della più antica rivalità del calcio italiano e l'inizio di una serie di problemi finanziari ed, ulteriormente, sportivi che condussero alla squadra quasi alla retrocessione in Promozione nel 1913[20].

L'imprenditore Edoardo Agnelli, presidente della Juventus dal 1923 al 1935.Con la fine della Grande Guerra una Juventus rinata grazie ai suoi presidenti Giovanni Hess e Corrado Corradini, tra 1914 e 1920, migliorò il suo piazzamento in campionato fornendo anche alcuni giocatori alla Nazionale maggiore, tra loro il portiere Giovanni Giacone[21].

Il proprietario della FIAT Edoardo Agnelli assunse il controllo della società nel 1923 e nello stesso anno costruì un nuovo stadio per il club: lo Stadio di Corso Marsiglia, il primo impianto sportivo italiano ad essere stato realizzato interamente in cemento armato[3]. Poi, con l'arrivo del primo allenatore della storia del club, l'ungherese Jenő Károly, e giocatori del livello del suo connazionale Ferenc Hirzer e Carlo Bigatto I – il primo capitano della storia bianconera –, i bianconeri vincono il loro secondo tricolore nella stagione 1925–1926[3]. Dopo l'istituzione del campionato a girone unico alla fine degli anni 1920, la Juventus, già rafforzata con giocatori del calibro di Giovanni Ferrari, gli oriundi Raimundo Orsi e Luis Monti e, sopratutto, il celebre trio difensivo Combi-Rosetta-Caligaris[22]; conquistò cinque scudetti consecutivi, primato italiano, dalla stagione 1930–1931 alla stagione 1934–1935, la maggior parte sotto la guida tecnica di Carlo Carcano[23], uno dei precursori del Metodo[3], ed arrivando per ben quattro anni consecutivi alle semifinali nella Coppa dell'Europa Centrale con una rosa composta da giocatori che hanno rapresentato il nucleo della Squadra Azzurra nelle vittorie nella Coppa Internazionale – antesignane dell'attuale campionato europeo di calcio[24] – e la Coppa del Mondo del 1934, in cui hanno partecipato nove giocatori del club[25]. Nel frattempo (1933) la squadra fa il suo ingresso allo Stadio Comunale (l'attuale Stadio Olimpico)[26].

La scomparsa del presidente bianconero Edoardo Agnelli nel 1935 rappresentò la fine del Quinquennio d'Oro. Così, per il resto della decade e la maggior parte degli anni quaranta – dopo il secondo conflitto mondiale – la squadra bianconera, che adottò la denominazione Juventus durante l'italianizzazione, non riuscì a riprendersi lo scudetto nonostante il supporto di calciatori come Alfredo Foni e Pietro Rava – medaglie d'oro ai Giochi Olimpici di Berlino –, dell'albanese Riza Lushta, Pietro Magni e di Teobaldo Depetrini, chi hanno vinto la Coppa Italia nel 1938 (per la prima volta, in concomitanza con il secondo titolo mondiale degli azzurri), e nella stagione 1941–1942[1].

Nel 1945 la denominazione Juventus-Cisitalia[27], presa dalla società due anni prima durante la Seconda Guerra Mondiale, fu mutata in Juventus Football Club[27]. L'avvocato Giovanni Agnelli ricoprì la carica di presidente del sodalizio torinese nel 1947 e, dopo una serie di riforme all'interno del club, i bianconeri, con giocatori del calibro di Carlo Parola e Giampiero Boniperti, aggiunsero altri due scudetti al loro palmarès nelle stagioni 1949–1950 e 1951–1952, il secondo dei quali guidati dall'inglese Jesse Carver.

Omar Sivori, John Charles e Giampiero Boniperti, il tridente d'attacco della Juventus alla fine della decade del cinquanta, conosciuto come il Trio Magico[28].Nel 1956 diviene presidente suo fratello Umberto Agnelli, fratello dell'Avvocato. Durante la sua carica nel club si aprì un nuovo ciclo di vittorie grazie al supporto del Trio Magico composto da Boniperti, dal gallese John Charles e dall'argentino di origine italiana Omar Sivori[29], primo calciatore militante nella massima divisione calcistica d'Italia riconosciuto come giocatore europeo dell’anno nel 1961. Fu nella stagione 1957–1958 che la società bianconera ricevette per la prima volta la Stella d’Oro al Merito Sportivo dopo essersi aggiudicata per dieci volte il campionato nazionale[30]. La squadra bianconera si aggiudicherà anche gli scudetti delle stagioni 1959–1960 e 1960–1961 e due Coppe Italia nelle stagioni 1958–1959 e 1959–1960.

Nel resto del decennio la squadra bianconera vinse il campionato solo una volta, nella stagione 1966–1967, sotto la giuda tecnica del paraguayano Heriberto Herrera, uno dei precursori in Italia del Movimiento, un schema tattico predecessore al calcio totale olandese che applicò nella cosidetta Juve Operaia.

Il 13 luglio 1971 l'ex simbolo bianconero Giampiero Boniperti diventò presidente del club. Sotto la guida tecnica dell’ex giocatore ceco Čestmír Vycpálek la Juventus conquistò lo scudetto nelle stagioni 1971–1972 e 1972–1973, arrivando alla sua prima finale in Coppa dei Campioni con giocatori del calibro di Roberto Bettega, Franco Causio e Giuseppe Furino. Con l'allenatore Carlo Parola vinse il campionato 1974-75 ed, ulteriormente, con l'ex calciatore Giovanni Trapattoni, quasi al debutto come allenatore, i bianconeri vinsero sei scudetti tra 1976 e 1986 per un totale di nove scudetti in quindici anni, recivendo la seconda Stella d'Oro al Merito Sportivo nel 1982 dopo il trionfo del suo ventesimo titolo nazionale. A livello internazionale, la Juventus conquistò tutti i campionati ufficiali per club, record mondiale[10]: una Coppa dei Campioni – nella sua seconda finale in tre stagioni –, una Coppa delle Coppe, una Coppa UEFA – l'unica vittoria internazionale di un organico composto interamente da calciatori italiani – una Supercoppa Europea ed una Coppa Intercontinentale tra 1977 e 1985 grazie a calciatori del livello del francese Michel Platini – eletto per tre volte consecutive miglior calciatore europeo –, il polacco Zbigniew Boniek, il portiere Stefano Tacconi e il sammarinese Massimo Bonini; essendo inoltre la prima società a mettere in bacheca le tre principali competizioni europee per club[11], ricevette dall'Unione delle Federazioni Calcistiche Europee la Targa UEFA (ing. The UEFA Plaque) nel 1987[11]. In quegli anni la Juventus si avvalse di grandi campioni che rappresentavano in tale tempo l'ossatura della nazionale durante il ciclo d'Enzo Bearzot[31], tra i quali Dino Zoff, Gaetano Scirea, Antonio Cabrini e Paolo Rossi, Pallone d'Oro nel 1982, tutti vincitori della dodicesima edizione della Coppa del Mondo[31].

Festeggiamenti per il 15° scudetto allo Stadio Olimpico di Roma il 20 maggio 1973 dopo la vittoria della Juventus 2-1 contro la Roma.Fra il 1987 e il 1990, la Juventus attraversò una serie di stagioni non esaltanti nelle quali non vinse il campionato. L'avvocato Vittorio Caissotti di Chiusano arrivò alla presidenza del club nel 1990, anno dell'inaugurazione dello Stadio delle Alpi. La squadra torinese, allenata dal ex-portiere Zoff, conquistò la Coppa Italia per l'ottava volta battendo in finale il Milan di Sacchi e la Coppa UEFA della stessa stagione. Nella stagione successiva Zoff lasciò il posto all'emergente allenatore Gianluigi Maifredi, il quale, nonostante l'arrivo di giocatori del calibro di Roberto Baggio (Pallone d'oro nel 1993), il brasiliano Júlio César, Paolo Di Canio e il tedesco Jürgen Kohler, non superò il settimo posto in campionato.

Con il ritorno di Trapattoni, la Juventus vinse la sua terza Coppa UEFA nel 1993 con una squadra che comprendeva, tra gli altri, il tedesco Andreas Möller, Gianluca Vialli ed Antonio Conte[32].

Marcello Lippi divenne l'allenatore della Juventus all'inizio della stagione 1994–1995. La sua prima annata al timone della squadra fu di buon esito, in quanto riuscì a far riconquistare ai bianconeri lo scudetto che mancava in bacheca da nove anni. Si annoveravano tra le fila del club giocatori quali Ciro Ferrara, Gianluca Vialli, il francese Didier Deschamps e un allora giovane Alessandro Del Piero. La conquista dello storico double Scudetto-Coppa Italia, il secondo nella storia del club dopo quello della stagione 1959–1960, e la partecipazione in finale di Coppa UEFA nella stessa stagione hanno stati il preambolo ad un nuovo ciclo di trionfi in cui i bianconeri vinsero una Champions League e, rafforzati con giocatori del livello di Zinédine Zidane (giocatore europeo dell'anno 1998), l'uruguayano Paolo Montero, l'olandese Edgar Davids e Filippo Inzaghi, si aggiudicarono altre due titoli nazionali, due Supercoppe italiane, una Supercoppa europea ed una Coppa Intercontinentale (attuale Mondiale per club FIFA), arrivando ecluso ad altre due finali consecutive nella principale manifestazione europea fino al 1998. Nella stagione 1999–2000, sotto la guida di Carlo Ancelotti, i bianconeri vinsero la Coppa Intertoto dell'UEFA[10] e raggiunsero due secondi posti consecutivi nei campionati 1999–2000 e 2000–2001.

Marcello Lippi, allenatore della Juventus dal 1995 al 1999 e dal 2002 al 2004.Lippi fece ritorno al club nel 2002 e con lui arrivarono giocatori di rilievo come Gianluigi Buffon, il ceco Pavel Nedvěd il francese Lilian Thuram ed il franco-argentino David Trézéguet, le cui prestazioni risultarono fondamentali per la vittoria di due scudetti e due Supercoppe italiane nelle stagioni 2001–2002 e 2002–2003. La squadra ottenne il quinto Scudetto in nove stagioni ed arrivò per la settima volta in finale di Champions League, la quarta in otto anni, nell'ultima stagione citata.

Il 28 maggio 2004 arriva sulla panchina bianconera Fabio Capello, ex centrocampista degli anni settanta al posto di Marcello Lippi, che invece fu chiamato ad allenare la futura Nazionale campione del mondo. Con lui in panchina arrivano a capoluogo piemontese calciatori del calibro del brasiliano Emerson, Fabio Cannavaro, il francese Patrick Vieira e lo svedese Zlatan Ibrahimović e la Juventus ottiene due primi posti al termine dei campionati 2004–2005, poi revocato, e 2005–2006, in séguito assegnato d'ufficio all'Inter.

Quell'ultima stagione è stata segnata dalla retrocessione in Serie B della compagine bianconera, per la prima volta nella storia della società, con 9 punti di penalizzazione, come conseguenza della sentenza conclusiva legata all'inchiesta sportiva sullo scandalo definito Calciopoli. Tuttavia la squadra, con un nuovo CdA presieduto dal dirigente aziendale Giovanni Cobolli Gigli, ritorna nella massima serie già nella stagione 2007–2008, dove, sotto la guida dell'allenatore romano Claudio Ranieri, conclude l'ultima stagione al terzo posto della classifica guadagnando l'accesso in agosto 2008 alla Champions League dopo due anni di assenza.


Cronistoria
Cronistoria della Juventus Football Club
1897 Fondazione dello Sport Club Juventus il 1º novembre a Torino. Adotta come divisa una maglia rosa con cravatta nera e calzoncini neri.
1898 Non prende parte al campionato nazionale.
1899 Cambia denominazione in Foot-Ball Club Juventus[17]. Non prende parte al campionato nazionale.

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1900 Partecipa al III Campionato Federale di Prima Categoria. Non supera il Girone Eliminatorio Piemontese. Vince la Coppa del Ministero della Pubblica Istruzione.
1901 Arriva fino alla Semifinale del Campionato Federale. Vince la Coppa del Ministero della Pubblica Istruzione, ricevendo il Gonfalone e la Medaglia del Municipio dalla Città di Torino.
1902 2ª nel Girone Eliminatorio Piemontese dopo spareggio. Vince la Coppa del Ministero della Pubblica Istruzione e la Coppa Città di Torino.
1903 Adotta la attuale divisa composta di una maglia a strisce bianconere e calzoncini bianche. Finalista del Campionato Federale. Vince la Coppa Città di Torino.
1904 Finalista del Campionato Federale. Vince il Torneo di Trino Vercellese e la Coppa Universitaria.
1905 Campione d'Italia. Vince il Campionato di Seconda Categoria e la Coppa Luigi Bozino.
1906 Dimissione societaria e fondazione del Foot-Ball Club Torino[19]. 2ª nel Girone Finale del Campionato Federale per delibera della FIF avendo rinunciato a disputare la finale di spareggio a Milano col Milan Foot-Ball Club. Vince la Coppa Luigi Bozino.
1907 2ª nel Girone Eliminatorio Piemontese.
1908 2ª nel Girone Eliminatorio Piemontese del Campionato Italiano, Coppa Romolo Buni. Vince il Campionato Federale F.I.F. e due volte la Palla d'Argento Henry Dapples.
1909 3ª nel Girone Eliminatorio Piemontese del Campionato Italiano, Coppa Romolo Buni. Vince il Campionato Federale F.I.F..

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1909/10 3ª nel Campionato a Girone Unico.
1910/11 9ª nel Campionato Ligure-Lombardo-Piemontese.
1911/12 8ª nel Campionato Ligure-Lombardo-Piemontese.
1912/13 6ª nel Girone Eliminatorio Piemontese. Ripescata per ammissione nel Girone Lombardo[20].
1913/14 2ª nel Girone Lombardo; 4ª nel Girone Finale del Campionato del Nord Italia.
1914/15 2ª nel Gruppo B del Campionato dell'Alta Italia (Girone Piemontese Centrale); 2ª nel Gruppo A del Girone Semifinale Interregionale.
1915/16 1ª nel Girone Piemontese Occidentale e 2ª nel Girone Finale della Coppa Federale di calcio[33].
Attività calcistiche sospesa dal 1916 al 1919 per cause belliche.

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1919/20 1ª nel Gruppo A Piemontese; 1ª nel Girone B delle semifinali interregionali e 2ª nel Girone Finale del Campionato del Nord Italia.
1920/21 4ª nel Gruppo A del Girone Eliminatorio Piemontese.
1921/22 6ª[34] nel Girone A di Prima Divisione C.C.I. (Confederazione Calcistica Italiana).
1922/23 Sodalizio del Foot-Ball Club Juventus con la famiglia Agnelli il 24 luglio 1923[3]. 5ª nel Girone B di Prima Divisione.
1923/24 6ª[35] nel Girone A di Prima Divisione.
1924/25 3ª[36] nel Girone B di Prima Divisione.
1925/26 Campione d'Italia.
1926/27 3ª nel Girone Finale di Divisione Nazionale. Arriva fino al quarto turno eliminatorio[37] di Coppa Italia.
1927/28 4ª[38] nel Girone Finale di Divisione Nazionale.
1928/29 2ª nel Girone B di Divisione Nazionale[39]. Arriva fino ai quarti di finale della Coppa dell'Europa Centrale (o Mitropa Cup).

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1929/30 3ª in Serie A.
1930/31 Campione d'Italia. Arriva fino ai quarti di finale della Coppa dell'Europa Centrale.
1931/32 Campione d'Italia. Arriva fino alla semifinale della Coppa dell'Europa Centrale[40].
1932/33 Campione d'Italia. Arriva fino alla semifinale della Coppa dell'Europa Centrale.
1933/34 Campione d'Italia. Arriva fino alla semifinale della Coppa dell'Europa Centrale.
1934/35 Campione d'Italia. Arriva fino alla semifinale della Coppa dell'Europa Centrale.
1935/36 5ª in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia.
1936/37 Cambia denominazione in Juventus durante il processo dell'italianizzazione. 5ª in Serie A. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia.
1937/38 2ª in Serie A. Vince la Coppa Italia. Arriva fino alla semifinale della Coppa dell'Europa Centrale.
1938/39 8ª in Serie A. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia.

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1939/40 3ª in Serie A. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia.
1940/41 5ª in Serie A. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia.
1941/42 6ª in Serie A. Vince la Coppa Italia.
1942/43 Prende il nome di Juventus-Cisitalia[27] 3ª in Serie A. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia.
Campionato sospeso dal 1943 al 1945 per la Seconda Guerra Mondiale.
1944 2ª nel Girone Eliminatorio Ligure-Piemontese e 2ª nel Girone Ligure-Lombardo-Piemontese delle semifinali del Campionato di Guerra.
1945/46 Cambia denominazione e assume l'attuale nome di Juventus Football Club. 2ª nel Girone Finale della Divisione Nazionale.
1946/47 2ª in Serie A.
1947/48 3ª[36] in Serie A.
1948/49 4ª in Serie A.

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1949/50 Campione d'Italia.
1950/51 3ª in Serie A. Finalista di Coppa Rio[41].
1951/52 Campione d'Italia. 3ª in Coppa Latina.
1952/53 2ª in Serie A.
1953/54 2ª in Serie A.
1954/55 7ª in Serie A.
1955/56 12ª[42] in Serie A.
1956/57 9ª in Serie A.
1957/58 Campione d'Italia. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia.
Avendo vinto dieci scudetti, riceve per la prima volta la Stella d'Oro al Merito Sportivo della Federazione Italiana Giuoco Calcio.
1958/59 3ª in Serie A. Vince la Coppa Italia. Eliminata nei sedicesimi di finale della Coppa dei Campioni.

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1959/60 Campione d'Italia. Vince la Coppa Italia. Vince il Campionato di Martino.
1960/61 Campione d'Italia. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia (3° posto). Eliminata nei sedicesimi di finale della Coppa dei Campioni.
1961/62 12ª[43] in Serie A. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia (4° posto). Arriva fino ai quarti di finale della Coppa dei Campioni.
1962/63 2ª in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Vince la Coppa Delle Alpi.
1963/64 5ª[34] in Serie A. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale della Coppa delle Fiere. Vince la Coppa Città di Torino.
1964/65 4ª in Serie A. Vince la Coppa Italia. Finalista della Coppa delle Fiere. Vince la Coppa della Amicizia Italo-Spagnola.
1965/66 5ª in Serie A. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia. Eliminata nei sedicesimi di finale della Coppa delle Coppe.
1966/67 Campione d'Italia. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale della Coppa delle Fiere. Adotta il rango di società per azioni (S.p.A) il 27 giugno 1967[44].
1967/68 3ª in Serie A. Eliminata nel 1° turno di Coppa Italia. Arriva fino alla semifinale della Coppa dei Campioni.
1968/69 5ª in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Eliminata nei sedicesimi di finale della Coppa delle Fiere.

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1969/70 3ª in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Eliminata nei sedicesimi di finale della Coppa delle Fiere.
1970/71 4ª in Serie A. Eliminata nel 1° turno di Coppa Italia. Finalista della Coppa delle Fiere.
1971/72 Campione d'Italia. Raggiunge il Girone Semifinale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale della Coppa UEFA.
1972/73 Campione d'Italia. Finalista di Coppa Italia. Finalista della Coppa dei Campioni.
1973/74 2ª in Serie A. Raggiunge il Girone Semifinale di Coppa Italia. Eliminata nei sedicesimi di finale della Coppa dei Campioni. Finalista della Coppa Intercontinentale[45].
1974/75 Campione d'Italia. Raggiunge il Girone Semifinale di Coppa Italia. Arriva fino alla semifinale di Coppa UEFA.
1975/76 2ª in Serie A. Non supera le eliminatorie di Coppa Italia. Eliminata negli ottavi di finale della Coppa dei Campioni.
1976/77 Campione d'Italia. Raggiunge il Girone Semifinale di Coppa Italia. Vince la Coppa UEFA.
1977/78 Campione d'Italia. Raggiunge il Girone Semifinale di Coppa Italia. Arriva fino alla semifinale della Coppa dei Campioni.
1978/79 3ª in Serie A. Vince la Coppa Italia. Eliminata nei sedicesimi di finale della Coppa dei Campioni.

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1979/80 2ª in Serie A. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia. Arriva fino alla semifinale della Coppa delle Coppe.
1980/81 Campione d'Italia. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia. Eliminata nei sedicesimi di Finale di Coppa UEFA.
1981/82 Campione d'Italia. Non supera le eliminatorie di Coppa Italia. Eliminata negli ottavi di finale della Coppa dei Campioni.
Avendo vinto venti scudetti, riceve per la seconda volta la Stella d'Oro al Merito Sportivo della Federazione Italiana Giuoco Calcio.
1982/83 2ª in Serie A. Vince la Coppa Italia. Finalista della Coppa dei Campioni. Vince la Coppa Super Clubs[46].
1983/84 Campione d'Italia. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia. Vince la Coppa delle Coppe.
1984/85 6ª[35] in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Campione d'Europa. Vince la Supercoppa Europea[47].
Strage dell'Heysel il 29 maggio 1985 a Bruxelles (Belgio), dove morirono trentanove tifosi bianconeri.
È la prima società europea di calcio a centrare le tre principali coppe europee per club [11], ricevendo in riconoscimento la Targa UEFA (ing. The UEFA Plaque) dall'Unione delle Federazioni Calcistiche Europee nel 1987[11].
1985/86[48] Campione d'Italia. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale della Coppa dei Campioni. Campione del Mondo.
È la prima - ed unica tutt'oggi - società calcistica al mondo ad aver vinto tutte le coppe e campionati ufficiali per club a livello internazionale[10].
1986/87 2ª in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Eliminata negli ottavi di finale della Coppa dei Campioni.
1987/88 6ª in Serie A[49]. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia. Eliminata nei sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
1988/89 4ª in Serie A. Eliminata nel 2° turno di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa UEFA.

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1989/90 4ª[38] in Serie A. Vince la Coppa Italia e la Coppa UEFA.
1990/91 7ª in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Arriva fino alla semifinale della Coppa delle Coppe. Finalista della Supercoppa Italiana.
1991/92 2ª in Serie A. Finalista di Coppa Italia. Vince il Memorial Pierre Cesare Baretti.
1992/93 4ª in Serie A. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia. Vince la Coppa UEFA. Vince il Memorial Pierre Cesare Baretti.
1993/94 2ª in Serie A. Eliminata nei sedicesimi di finale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa UEFA.
1994/95 Campione d'Italia. Vince la Coppa Italia. Finalista di Coppa UEFA.
1995/96 2ª in Serie A. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia. Campione d'Europa. Vince la Supercoppa Italiana.
1996/97 Campione d'Italia. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Finalista di Champions League[50]. Vince la Supercoppa Europea. Campione del Mondo.
1997: Primo Centenario di fondazione istituzionale della Juventus Football Club (Il Juvecentus).
1997/98 Campione d'Italia. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia. Finalista di Champions League. Vince la Supercoppa Italiana.
1998/99 7ª[51] in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Arriva fino alla semifinale di Champions League. Finalista della Supercoppa Italiana.

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1999/2000 2ª in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa UEFA. Vince la Coppa Intertoto[8].
2000/01 2ª in Serie A. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia. Eliminata nella prima fase a gironi della Champions League.
2001/02 Campione d'Italia. Finalista di Coppa Italia. Eliminata nella seconda fase a gironi della Champions' League. È quotata sul listino della borsa italiana il 3 dicembre 2001[52].
2002/03 Campione d'Italia. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Finalista di Champions League. Vince la Supercoppa Italiana.
2003/04 3ª in Serie A. Finalista di Coppa Italia. Eliminata negli ottavi di finale di Champions League. Vince la Supercoppa Italiana.
2004/05 1ª in Serie A ma il titolo viene revocato al club per illecito sportivo[53]. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale di Champions League.
2005/06 20ª in Serie A su delibera della Commissione di Appello Federale nel luglio 2006 declassandola dal 1° posto ottenuto sul campo e retrocessa in Serie B per illecito sportivo dopo la mancata assegnazione dello scudetto[53]. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale di Champions League. Finalista della Supercoppa Italiana.
2006/07 1ª in Serie B. Promossa in Serie A. Eliminata nei sedicesimi di finale di Coppa Italia.
2007/08 3ª in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia.
2008/09 Stagione in corso


membro ordine della fenice
 
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view post Posted on 15/11/2008, 14:11Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 21/12/2009, 22:41


grande juveeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Lista Obiettivi CA:

[x] Diventare Admin in un Clan
[x] Diventare Livellone (con la W)
[] Diventare Livellone (con la Targhetta di Bronzo)
[] Diventare Livellone (con la Targhetta d' Argento)
[] Diventare Livellone (con Doppia Targhetta d'Argento)
[] Entrare nella top 100 Italiana
[] Entrare nella top 100 Europea
[x] Aver superato la media 2.00
[X] Essere chiamato Nerd
[X] Diventare Sniper Pro
[X] Imparare il No Scope con il Cecco
[X] Ottenere un NX Gift
[X] Essere Bannato Col PG Nabbo
[X] Essere chiamato hacker senza hackerare
[X] Essere chiamato Pro
[X] Far rosicare un nabbo
[X] Far rosicare un Pro
[] COMPLETARE LA LISTA DEGLI OBIETTIVI


LUNGA VITA AL MIO NEMICO FINCHE' POSSA ASSISTERE AL MIO SUCCESSO

Le mie armi preferite:

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Io non sono uno sniper....IO SONO LO SNIPER! I image YOU!!!!!

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crabon sei un grande!!!!!!!!!!!!!! image
 
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view post Posted on 9/1/2009, 19:04Quote

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 17/1/2009, 23:59


grande la juveeeee!!! w la juve!!! buuuuuuuuu il milan!!!! w la juveeee!
 
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3 replies since 13/11/2008, 13:45
 
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